La protezione della collezione

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Polemarco
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Messaggio da Polemarco » mercoledì 28 agosto 2019, 20:52

E’ ormai da oltre un anno che sto collezionando Aurora dal 1946 alla fine degli anni ‘80. La cosa che ho notato è questa: ogni tanto entro in fibrillazione per una penna “non” Aurora. Vedo controllo, valuto il prezzo, mi dico “adesso la compro”, ma poi mi fermo e mi dico perche non acquistare (o accumulare euro per acquistare in seguito) quella bella penna che mi manca? Capita anche a voi ?
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geko
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Messaggio da geko » mercoledì 28 agosto 2019, 21:12

Per fortuna no, non sono un collezionista.
Sono affascinato dallo strumento e dalle sue soluzioni meccaniche, mi diverto ad usarlo, a giocare con i colori ed a esercitarmi nello scrivere bene ma compro solo ciò che mi piace e che so che userò, senza badare ad altro.

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francoiacc
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Messaggio da francoiacc » giovedì 29 agosto 2019, 7:01

Ecco questo è il motivo per cui non sono un collezionista :wave:
"E' sempre meglio vivere di rimorsi che di rimpianti"
Francesco
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Messaggio da sussak » giovedì 29 agosto 2019, 11:36

Neppure io. Acquisto ciò che mi piace, quando il prezzo è conveniente, poi la uso, in alternativa con le altre, alla continua ricerca di quella che si adatti meglio al mio tipo di scrittura ed alla mia mano.
Allo stato attuale quelle che ritengo a me più idonee sono due vintage: la Sheaffer Balance e la Parker Duofold big red.
Fra le moderne una Kaweco Dia II a cui ho installato un pennino EF, ed una Aurora Ypsilon F vendutami da un giovane collega.
Nella graduatoria di quelle che possiedo, il mio minor gradimento è per le Parker moderne (mod. 75 e Sonnet), perennemente asciutte al momento dell'uso, e con una uniformità di scrittura che non mi aggrada.
Umberto

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Messaggio da Polemarco » giovedì 29 agosto 2019, 13:42

Penso che dipenda da una impostazione. Ognuno fa quello che ritiene migliore e il bello di questo forum è che non ci accapigliamo perché siamo convinti di “non” avere la verità im tasca. La scelta di collezionare una Marca determinata dipende dalla volontà di avere una conoscenza totale (meglio: tendenzialmente totale) delle scelte commerciali, delle ragioni tecniche di produzione, degli sviluppi del disegno. Ho gitdetto in un altro post che avere la visione complessiva di una determinata produzione (una penna accanto all’altra, anno per anno) aiuta molto. Mi spiego meglio: le prime penne a cartuccia della Aurora sono contrassegnate da una parte metallica filettata nella parte del fusto che si inserisce nella sezione. Probabilmente per rafforzare la penna che per contenere la cartuccia assottiglia il diametro interno e riduce lo spessore della “canna”, o perche si passa dalla celluloide alla resina plastica. Non mi sarebbe mai venuto in mente non avendo questa visione globale.

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Messaggio da fufluns » venerdì 30 agosto 2019, 23:23

Io stesso non sono un collezionista nel senso tematico, ma capisco perfettamente lo "spirito" di una collezione tematica per quanto possibile completa. Quando leggo delle differenti impostazioni di questa passione comune che sono le penne stilografiche, mi pare che i diversi atteggiamenti siano, grosso modo, riconducibile a due tendenze primarie, ognuna delle quali presenta due sottotendenze.

Da un lato c'é una approccio più "edonistico", dove le scelte sono maggiormente dettate da considerazioni di estetica, prima, e di piacere nell'uso, poi. Io mi sento a mio agio in questo gruppo, anche se alla lunga, osservando le penne che ho comprato e quelle che ancora comprerei, mi accorgo che gironzolo intorno a pochi motivi (e poche marche). Però, é certo, per me l'acquisto di una nuova penna é in larga misura un atto impulsivo dettato dal piacere per una forma, un colore, un certo tipo di pennino dal quale mi attendo un certo piacere nei risultati. I due sottogruppi dell'edonismo stilografico sono rappresentati da quelli che sono principalmente "utenti" delle penne (calligrafi, artisti, ecc.) e quelli comprano un sacco di penne perché sono alla ricerca di un improbabile "Graal" che appaghi infine la loro sete di novità. In generale, i "raccoglitori" di penne di questo gruppo sono, per quel che ho potuto osservare dal tempo di permanenza di singoli utenti nei forum, i più labili e passeggeri. Con frequenza il piacere si dirotta verso altri oggetti e, non essendo guidato da alcuna linea di condotta, porta all'abbandono dell'hobby.

L'altro approccio risente in qualche modo di un interesse più "storico" e "informativo". Posso perfettamente immaginare que qualcuno acquisti delle penne che pensa di non utilizzare affatto, per il gusto di completare una determinata serie, per senso della completezza o, come ha scritto Polemarco, per una "visione globale". Ricordo di avere letto una volta, in un altro forum, di un collezionista che si lamentava di "dovere" acquistare certe penne, a suo modo di vedere sovraprezzate e non di suo gusto, perché si sentiva obbligato a completare una certa collezione. Dentro questa grande categoria si nascondono, a mio modo di vedere, due figure principali, quella dello "storico", il cui interesse é di tipo accademico – questo collezionista con frequenza scrive e partecipa nei forum – e quella del "collezionista puro", il quale - con tuto il diritto - semplicemente mette in fila la sua bella collezione di oggetti.

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Messaggio da jebstuart » sabato 31 agosto 2019, 18:43

fufluns ha scritto:
venerdì 30 agosto 2019, 23:23

L'altro approccio risente in qualche modo di un interesse più "storico" e "informativo".
Concordo assolutamente.

Secondo la tua classificazione, io sono irrimediabilmente uno "storico", probabilmente perchè proveniente dalla filatelia, col suo mare di specializzazioni, varietà, colori e dentellature, e soprattutto con l'esigenza di ricostruire la linea delle emissioni filateliche e degli annulli in un periodo e di un luogo arbitrariamente scelti come oggetto della propria collezione.
Applicato al mondo delle stilo, tutto ciò si traduce in atteggiamenti incomprensibili ai più, come ad esempio nella compulsione ad accumulare tutte le varianti di 149 e 146 prodotte dal dopoguerra ad oggi: celluloide, resina, pistone telescopico, pistone plastica, pistone ottone, 14C, 18C, 14K, 18K, finestra azzurra, finestra grigia, finestra a righe e così via...
Lo sfortunato "storico" (di per se stesso candidato alla bancarotta) il più spesso non inchiostra le sue penne, essendo sotanzialmente inutile farlo. In altre parole non si comprano due 149 apparentemente identiche per poi provare come scrive una finestra azzurra rispetto ad una finestra grigia... Lo si fa per pura (ed in gran parte inspiegabile) pulsione documentativo-museale.

Per dirla in una sola parola, lo "storico" somiglia più ad un indaffarato Sovrintendente alle Belle Arti che ad uno spensierato collezionista, e trascorre più tempo a leggere e spulciare che a scrivere o (come fai magistralmente tu) disegnare :)
Mauro

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Messaggio da HoodedNib » sabato 31 agosto 2019, 19:48

fufluns ha scritto:
venerdì 30 agosto 2019, 23:23
Io stesso non sono un collezionista nel senso tematico, ma capisco perfettamente lo "spirito" di una collezione tematica per quanto possibile completa. Quando leggo delle differenti impostazioni di questa passione comune che sono le penne stilografiche, mi pare che i diversi atteggiamenti siano, grosso modo, riconducibile a due tendenze primarie, ognuna delle quali presenta due sottotendenze.

Da un lato c'é una approccio più "edonistico", dove le scelte sono maggiormente dettate da considerazioni di estetica, prima, e di piacere nell'uso, poi. Io mi sento a mio agio in questo gruppo, anche se alla lunga, osservando le penne che ho comprato e quelle che ancora comprerei, mi accorgo che gironzolo intorno a pochi motivi (e poche marche). Però, é certo, per me l'acquisto di una nuova penna é in larga misura un atto impulsivo dettato dal piacere per una forma, un colore, un certo tipo di pennino dal quale mi attendo un certo piacere nei risultati. I due sottogruppi dell'edonismo stilografico sono rappresentati da quelli che sono principalmente "utenti" delle penne (calligrafi, artisti, ecc.) e quelli comprano un sacco di penne perché sono alla ricerca di un improbabile "Graal" che appaghi infine la loro sete di novità. In generale, i "raccoglitori" di penne di questo gruppo sono, per quel che ho potuto osservare dal tempo di permanenza di singoli utenti nei forum, i più labili e passeggeri. Con frequenza il piacere si dirotta verso altri oggetti e, non essendo guidato da alcuna linea di condotta, porta all'abbandono dell'hobby.

Io dissento, io sono un raccoglitore di penne secondo la tua definizione, raccolgo le penne per usarle e le uso tutte, non le colleziono. Le penne che ho in attivita' sono tutte cariche e mi piacciono tutte, io ho una dozzina di penne inchiostrate sempre e probabilmente aumenteranno. Sono stati rari i casi di penne che ho preso per bellezza (2, credo) e non e' che siano le piu' belle del reame ma a me piacciono. Le altre... le uso e usandole cerco penne che si dice diano un certo feeling d'uso... e poi vado per mercatini dell'usato e li letteralmente raccolgo cercando di non prendere quello che cade a pezzi o quello che non mi va di gestire nonostante mi piaccia (vedi molte penne a levetta), a parte queste due cose vado a naso, intuito a volte comprando letteralmente quello che trovo (Vedasi quella ottima Montegrappa scolastica ora non piu' in mio possesso). Ho avuto la sensazione di non essere il solo che lo fa qui e che non sono il solo che da tempo staziona in questo posto.

Ora giusto perche' non si fraintenda aggiungo che e' una precisazione, non sto accusandoti o che, il tono e' molto migliore di quello che puo' trasparire allo scritto :wave:
“Ankh-Morpork had dallied with many forms of government and had ended up with that form of democracy known as One Man, One Vote. The Patrician was the Man; he had the Vote.”

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