Due pensieri. Calli-grafia versus mia-grafia

Stili, strumenti e iniziative per migliorare la propria scrittura.
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Silvia1974
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Due pensieri. Calli-grafia versus mia-grafia

Messaggio da Silvia1974 » mercoledì 28 agosto 2019, 21:10

Mumble, non saprei da che parte cominciare ma.. il senso è questo: imparare a copiare una scrittura calligrafica in modo preciso oppure.. studiarla, prenderne gli elementi che piacciono e farli propri, inglobando dunque nella propria grafia personale solo quelli che ci soddisfano?
Ogni tanto mi ci metto e provo a copiare lettere o frasi in cancelleresca. Mi ritrovo il polso rigido, la mente intenta a memorizzare i tratti che non conosce ed ottengo un risultato non soddisfacente, perché si vede che nel tracciare la lettera mi sono dovuta fermare per riguardare l’originale. Mi manca l’armonia che invece regna quando il pensiero va direttamente alla mano e per magia si ritrova in volute armoniose scritto su un foglio: la spontaneità! :)
Mi piacerebbe confrontarmi con voi per sapere se ad altri capita di non trovarsi molto bene nell’imparare una scrittura particolare, diciamo “obbligata”. Certo mi piacerebbe diventare brava almeno in una di quelle classiche, ma so che mi ci vorrebbe davvero molto allenamento. È bello avere una cosa nuova da imparare, ma altrettanto avere una propria scrittura che ci soddisfa e con la quale ci si sente a proprio agio, no?
Dai se vi va facciamo due chiacchiere su questo. Intanto vi mostro una prova di ieri sera. Grazie a tutti
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Gargaros
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Messaggio da Gargaros » mercoledì 28 agosto 2019, 21:36

La seconda che hai detto. Non ha senso adottare uno stile totalmente diverso, perché la calligrafia si emana dalla personalità. Sarebbe un tradimento.

Invece migliorarla, cambiando qualcosa, questo si. Agendo sulla calligrafia forse si agisce anche sulla personalità... Forse.

Silvia1974
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Messaggio da Silvia1974 » mercoledì 28 agosto 2019, 22:16

Grazie per la risposta. Personalità e grafia sono legatissime: avevo sempre pensato che fosse la prima ad influenzare la seconda. Interessante provare se vale anche il contrario.. Se poi ci mettiamo l’umore ed il sentimento viene fuori un bel cocktail :D
Difatti a volte scrivo bene, a volte malissimo, dipendentemente da come mi sento

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Ottorino
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Messaggio da Ottorino » mercoledì 28 agosto 2019, 23:01

Parlo per passata esperienza. Non sono mai arrivato a scrivere come i calligrafi e nemmeno come alcuni frequentatori del forum che sono impressionanti.
Pero' ti posso dire che cercando di studiare al meglio uno stile, poi passa quasi automaticamente nella calligrafia di tutti i giorni. E ti piace pure
Nella mia scrittura di tutti i giorni son spariti quasi tutti gli occhielli delle lettere alte, un effetto della cancelleresca.

E' vero: all'inizio "non torna", ma poi, insistendo, acchiappi "la differenza di ritmo".

Nel mio caso è stato duro passare dalla rotazione continua antioraria senza staccare la penna dal foglio (45 anni ininterrotti di quello che mi era stato insegnato alle elementari) al ritmo diverso della cancelleresca, snza necessarie legature, e staccando la penna dal foglio. E' come la stessa musica ma con un diverso arrangiamento
C'è rimedio ? Perché preoccuparsi ? Non c'è rimedio ? Perché preoccuparsi ?

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Messaggio da Silvia1974 » giovedì 29 agosto 2019, 8:23

Grazie Ottorino, vedrò come funzionerà per me :)

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Messaggio da Silemar » giovedì 29 agosto 2019, 8:32

Silvia1974 ha scritto:
mercoledì 28 agosto 2019, 21:10
Mi piacerebbe confrontarmi con voi per sapere se ad altri capita di non trovarsi molto bene nell’imparare una scrittura particolare, diciamo “obbligata”. Certo mi piacerebbe diventare brava almeno in una di quelle classiche, ma so che mi ci vorrebbe davvero molto allenamento. È bello avere una cosa nuova da imparare, ma altrettanto avere una propria scrittura che ci soddisfa e con la quale ci si sente a proprio agio, no?
Io per un po’ mi sono cimentata con costanza nello studio dell’Italico di L. Reynolds per puro piacere. Ho fatto uso di quello formale per biglietti di auguri e i miei cari ne sono stati felici. Quando poi però, come consigliava il Maestro in un suo video, ho cercato di trasportare la calligrafia nell’uso quotidiano ho avvertito una forte resistenza; la mia grafia si opponeva alla sua dipartita! 😄 Per un po’ ho tentato ma il risultato era faticoso e anche bruttino. Dovevo esercitarmi di più o abbandonare l’idea? Diciamo che ho raggiunto un compromesso. :D Quando posso mi esercito nel formale, scrivo un diario per mio figlio in una specie di italico legato e il mio con la mia grafia di sempre. E pace è fatta! ;)
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Due pensieri. Calli-grafia versus mia-grafia

Messaggio da valhalla » giovedì 29 agosto 2019, 8:48

entrambe: imparare uno o più stili calligrafici (se fa piacere farlo) da usare per opere calligrafiche, occasioni speciali, eccetera, ma mantenere una propria grafia personale ed usare quella per scrivere, sia per sé che per comunicare con altri.

È possibile¹ che degli elementi degli stili calligrafici influenzino la grafia personale, per caso o per scelta, ma non sarebbe comunque un'adozione indiscriminata dello stile “standard”.

¹ credo dipenda anche dallo stile calligrafico che si usa: credo ad esempio che pochi integrerebbero nella propria grafia quotidiana elementi di gotico, mentre è più facile averne da un inglese o da una cancelleresca.

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Due pensieri. Calli-grafia versus mia-grafia

Messaggio da courthand » giovedì 29 agosto 2019, 14:16

Premesso che le motivazioni che avvicinano alla pratica calligrafica sono strettamente personali e quindi tutte valide, bisogna dire che imparare un stile calligrafico formale richiede impegno e esercizio: nemmeno poco, tra l'altro. Una volta compreso e memorizzato il ductus (il corretto susseguirsi dei vari tratti) di ogni lettera si passa a tracciare pagine e pagine di lettere uguali confrontandole con il modello in modo da uniformare il risultato. Risultato che, comunque, non sarà mai perfettamente identico a quel modello, in quanto la "mano" di ciascuno di noi ci mette del suo creando un qualcosa di intimamente personale. E' un percorso non velocissimo che non permette scorciatoie.
La pratica di uno stile formale moderno (italico, foundational, corsivo inglese, spencerian, ronde, corsivo italiano) finisce per influenzare anche la grafia di tutti i giorni? Si se si vuole introdurre elementi che riteniamo di miglioramento nella nostra scrittura quotidiana, altrimenti possiamo anche lasciar perdere e riservare la grafia formale a qualcosa che non sia la lista della spesa.
Può questa influenza avvenire inconsciamente? A me non è successo ma senz'altro non ho così tanta pratica calligrafica da poter essere preso ad esempio; inoltre mi sono avvicinato allo studio calligrafico in età avanzata, quando ormai la mia grafia personale era molto ben consolidata e, pertanto, molto difficile da cambiare.
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Messaggio da Silvia1974 » giovedì 29 agosto 2019, 19:31

Grazie per i vostri contributi 🙂 Sono d’accordo anche io. Credo, per scelta personale, che proverò ad imparare uno stile senza pretesa di perfezione ma solo per capire se c’è qualche elemento che posso trasportare nella mia grafia quotidiana, meglio se personalizzato. In questo modo cercherò di sostituire quei caratteri che oggi non mi soddisfano del mio scrivere e nel contempo non mi sentirò obbligata a riprodurre perfettamente la grafia ufficiale di quello stile ;)

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Due pensieri. Calli-grafia versus mia-grafia

Messaggio da fufluns » venerdì 30 agosto 2019, 23:39

Io vorrei aggiungere che, quello che consideriamo uno stile formale, é a sua volta la "grafia" di qualcuno o, più frequentemente, una calligrafia di nessuno e per questo un po' fredda. Vi faccio un esempio.

Quando studio una nuova grafia, lo faccio su vari testi, su pagine di Internet, molto su fotografie di veri manoscritti, ognuno caratterizzato dalla "mia-grafia" di qualcuno. Dopo un po' di pratica posso chiaramente apprezzare lo sforzo di chi ha "sistematizzato" uno stile formale, rendendo le forme e il ductus delle lettere uniformi e coerenti, ma anche riconoscere la freschezza di chi, in una determinata epoca, sempliciemente scriveva bene con la sua propria grafia. E tra i "sistematici", ritorno sempre a Claude Mediavilla, perché nel suo bellissimo libro é, a mio avviso, il calligrafo che ha dato un'impronta più personale (e che io preferisco) alla sua interpretazione degli stili formali.

Io credo che tutti gli stili calligrafici, se praticati sufficientemente, influenzino la calligrafia personale, perché non solo le differenti grafie trasmettono alla mano forme determinate delle aste, degli occhielli, ecc., ma anche un certo specifico ductus per realizzare le lettere.

Se dovessi dire qualcosa di un po' azzardato, direi che la maggior influenza della calligrafia sulla grafia personale é proprio l'adozione di un determinato ductus per eseguire le lettere. E per dire una cosa ancora più azzardata, i ducti degli stili classici non sono poi molti, il più delle volte si ripetono (anche se adottano forme diverse delle lettere) e poiché alcuni sono più consoni al nostro modo naturale e individuale di scrivere, finiamo per adottarli anche nella nostra scrittura quotidiana.

Lo studio della calligrafia aiuta a dare coerenza alla scrittura delle lettere, agli spazi, alle altezze, alle inclinazioni, indipendentemente dalla forma delle lettere, che nella scrittura individuale può continuare ad essere fortemente personale. In realtá, a mio modo di vedere, la "belle scritture" non sono necessariamente (non il più delle volte) particolarmente classiche e possono essere anche molto stravaganti, ma sono sempre particolarmente coerenti. Una brutta grafia si riconosce di solito per la sua totale incoerenza.

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Messaggio da Silvia1974 » sabato 31 agosto 2019, 9:16

Ottime osservazioni. In pratica è come studiare musica classica e POI adattare la disciplina che si è imparata alla propria interpretazione nel fare musica moderna. Le basi prima, la creatività (ma con un senso) dopo.

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