Affidabilità e tempi dei venditori cinesi

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Messaggio da Lamy » venerdì 23 febbraio 2018, 19:46

Buonasera a tutti!
Sto arrivando ad un punto in cui non riesco più a trattenermi dal comprare una stilografica decente e perciò mi sto guardando in giro per trovare una Kakuno o una Safari a buon prezzo. In realtà le vorrei entrambe. Ho visto su Ebay la Pilot Kakuno a 11€ e la Lamy Safari Petrol a 13€ (ma anche a 2€) con spese di spedizione gratuite e tempi di consegna biblici probabilmente. L'unica problema è che i venditori sono cinesi o giapponesi e, pur essendo uno stereotipo, si sa che i primi sono noti per essere abili nel realizzare repliche di prodotti di ogni genere. Io non sono esperto del settore perciò non saprei distinguere una Lamy falsa da una autentica perciò volevo sapere da voi se ci si può fidare di questi venditori cinesi.
Le penne che vorrei avere sono: Lamy Safari Dark Lilac, Lamy Safari Petrol, Lamy Safari Umbra o Matt Black, Lamy Al Star Ocean Blue, Pilot Kakuno No Color.

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Messaggio da Monet63 » venerdì 23 febbraio 2018, 20:20

In linea di massima, se viene dichiarato "Lamy", otterrai Lamy. A parte che il pagamento con Paypal ti mette al riparo da molti problemi, i venditori cinesi più seri (e ce ne sono molti) dichiarano senza possibilità di fraintendimento se trattasi di altro (Jinhao, Wing Sung, Hero, etc.).
Sempre in linea di massima, ho acquistato in Cina una Parker IM nuova e originale (vecchio tipo) a 7 euro compresa spedizione; un prezzo molto buono ma ancora coerente e non impossibile.
Il ragionamento di base deve sempre essere che Babbo Natale non esiste. Se un prezzo è esageratamente conveniente, al punto da non sembrare reale, quasi sicuramente non è reale.
Paga sempre con Paypal, tra l'altro obbligatorio se compri in Cina.
Leggi sempre bene l'inserzione.
Valuta l'aspetto dell'inserzione: io ho sempre evitato di acquistare da un qualsiasi venditore che pubblichi un annuincio sciatto, perché gestirà la vendita in modo sciatto.
Usa il buon senso.
Non farti prendere dalla scimmia dell'affarone; più lo fai, più rischi.
:wave:
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Messaggio da Pettirosso » sabato 24 febbraio 2018, 9:05

Perfettamente d'accordo con Monet.
Tempi medi d'attesa dalla Cina 40/60 gg. (mio record personale: 13 gg., ma è stato un caso unico). Mi sono arrivati pacchi anche dopo 70/80 gg; oltre sono persi (rarissimi, ma può capitare).
Caso recente: Lamy Safari Dark Lilac. Arrivata dopo circa 30 gg., marchiata Lamy con tanto di anellino in cartone da togliere per forare la prima cartuccia, scatolino tipico nero Lamy, confezionme impeccabile con anche il cartoncino interno nero, libretto di istruzioni in tedesco e varie lingue, converter Lamy rosso già innestato (mancava la cartuccia). Prezzo spedita: circa € 4,50. Mia opinione: impossibile che sia originale. Sono scivolati sulla buccia di banana: nelle Lamy originali c'è sempre una cartuccia in dotazione (inevitabilmente blu: altrimenti a che servirebbe l'anellino?), mentre il converter, volendo, si acquista a parte. Comunque scrive, ed anche piuttosto bene.
Qualche caso può essere dubbio (come la Parker IM a 7 €: ma puoi trovare delle Parker (Vector, Beta) in India a 2/3 € e sono originali: le costruiscono là!), ma nella grande maggioranza dei casi, partendo dal principio che Babbo Natale, ahimé, non esiste più, ci si arriva---
Se vuoi, in Cina puoi trovare delle MB Rouge et Noir sui 10 €, ma sai cosa compri...
Più insidioso, ad esempio, vedere una MB 144 o 145 sui 50/80 € da un venditore non dichiaratanmente cinese: dopo la solenne fregatura che mi ero preso qualche anno fa con una Chopin con tanto di scatola e CD pagata poco oltre i 100 € ci giro alla larga per principio... E forse mi perdo qualche buona occasione.

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Messaggio da Monet63 » sabato 24 febbraio 2018, 12:45

Pettirosso ha scritto:
sabato 24 febbraio 2018, 9:05
Qualche caso può essere dubbio (come la Parker IM a 7 €: ma puoi trovare delle Parker (Vector, Beta) in India a 2/3 € e sono originali: le costruiscono là!), ma nella grande maggioranza dei casi, partendo dal principio che Babbo Natale, ahimé, non esiste più, ci si arriva---
Ho pensato la stessa cosa, ma quando l'ho avuta tra le mani (un modello base), caricata e usata, mi sono accordo che scriveva mediocremente, né più né meno come l'altra IM comprata in negozio (un modello appena più vistoso). Non sapevo le facessero in India, ora mi tornano tante cose...
Pettirosso ha scritto:
sabato 24 febbraio 2018, 9:05
Più insidioso, ad esempio, vedere una MB 144 o 145 sui 50/80 € da un venditore non dichiaratanmente cinese: dopo la solenne fregatura che mi ero preso qualche anno fa con una Chopin con tanto di scatola e CD pagata poco oltre i 100 € ci giro alla larga per principio... E forse mi perdo qualche buona occasione.
Ecco, quello è pericoloso, perché verosimile. Se vedi Babbo Natale, sai che è un attore. Ma se vedi un comune signore anziano con la barba bianca...
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Messaggio da Corvogiallo » sabato 24 febbraio 2018, 13:11

Vado controcorrente e dico la mia: se il venditore cinese a cui ci si rivolge ti invia una penna a marchio FALSA è un truffatore ( e qui do spazio al Catalano che c'è in tutti noi). Detto questo, se ti vende una Jinhao o anonima simile e ti evita di prendere una Lamy originale e ti fa risparmiare un paio di banconote (15/20€, considerando che le Jinhao le paghi sotto l'€ col converter) è un benefattore dato che non ho riscontrato alcuna differenza tra le due (entrambe orribili- so che è un giudizio soggettivo- e pessime in scrittura con pennino F -già meno soggettivo). Era un po' che volevo buttarla lì di fronte a tanto entusiasmo: per me la Safari è...è...una corazzata Potiomkin!

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Messaggio da Lamy » sabato 24 febbraio 2018, 19:37

La Lamy che ho visto in vendita io non ha la cartuccia inclusa ed è chiaramente specificato nella descrizione. Il costo, come già detto, è di circa 13€. A 19€ posso comprare la Lamy Safari Dark Lilac Edizione Speciale 2016 presso un noto negozio di Milano, perciò credo che non valga la pena rischiare. Il discorso comunque vale in generale perché è facile farsi prendere dal momento salvo poi ritrovarsi con una penna falsa. È un brutto pregiudizio escludere i venditori cinesi, però è anche difficile non farlo quando notoriamente molti dei tarocchi provengono dalla Cina.
Comunque non comprerei mai una Jinhao, mi sa terribilmente di "cineasta".

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Messaggio da Pettirosso » domenica 25 febbraio 2018, 9:22

Bah, secondo me le Jinhao (per quello che costano, ovviamente) scrivono dignitosamente bene.
Con le Safari originali io personalmente (sempre considerando il prezzo) mi sono trovato bene; e con le copie in realtà pure.
@Monet 63: qualche anno fa avevo acquistato in Cina una Parker Sonnet con scatola a circa 10 €: chiaramente falsa. L'avevo anche presentata sul forum, specificando da dove proveniva. La mia esperienza di scrittura è stata analoga alla tua: scrive più o meno come l'originale (con qualche salto di tratto di tanto in tanto, proprio come ho letto delle originali). A quanto pare, i cinesi copiano fedelmente proprio tutto.
Sulle Parker indiane, mi pare di avere letto che alcuni modelli sono fabbricati lì da una società (di cui non ricordo il nome) su licenza Parker. Dovrebbero venire destinate esclusivamente al mercato interno, ma in unìepoca di globalizzazione...
A parte ciò, dai venditori indiani si trovano delle buone occasioni di modelli Parker (e non solo) di fascia bassa (45 ecc.) ricondizionati: non certo perfette ma con un prezzo molto interessante.

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Messaggio da sciumbasci » domenica 25 febbraio 2018, 10:56

Su FPN dicono che Parker abbia da tempo uno stabilimento in Cina, che in teoria produce per il mercato cinese in modo esclusivo, così come le varie Parker Vector/Galaxy/Beta dovrebbero essere solo per il mercato indiano, quindi non esportabili.

A mio avviso le Parker cinesi sono originali, ed il loro costo è così giustificabile

1) i cinesi fanno ottime penne ad un prezzo irrisorio. Parker non può permetteresi di chiedere cifre spropositate, c.d. Premium price spropositati, come da noi solo perché ha la clip con la freccia (giacché in Cina la freccia è abbastanza comune)
2) il cambio EURO - YUAN sicuramente aiuta
3) la diffusione capillare di questo tipo di strumenti da scrittura in Cina è tale da avere volumi di produzione e di vendita di molto superiori rispetto alle filiali d'Europa

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Messaggio da Monet63 » domenica 25 febbraio 2018, 13:10

Lamy ha scritto:
sabato 24 febbraio 2018, 19:37
La Lamy che ho visto in vendita io non ha la cartuccia inclusa ed è chiaramente specificato nella descrizione. Il costo, come già detto, è di circa 13€. A 19€ posso comprare la Lamy Safari Dark Lilac Edizione Speciale 2016 presso un noto negozio di Milano, perciò credo che non valga la pena rischiare.
Infatti il gioco non vale la candela.
Lamy ha scritto:
sabato 24 febbraio 2018, 19:37
Comunque non comprerei mai una Jinhao, mi sa terribilmente di "cineasta".
Non molto tempo fa un amico mi ha detto sostanzialmente la stessa cosa, parlando delle cinesi in generale. Gli ho fatto quindi notare che la penna che aveva nel suo taschino era proprio una cinese (nello specifico una Jinhao 922), anche se serigrafata con altra marca. Che c'entrano i cineasti (scommetto che è un refuso del t9...)?
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Messaggio da Monet63 » domenica 25 febbraio 2018, 13:14

Pettirosso ha scritto:
domenica 25 febbraio 2018, 9:22
Sulle Parker indiane, mi pare di avere letto che alcuni modelli sono fabbricati lì da una società (di cui non ricordo il nome) su licenza Parker. Dovrebbero venire destinate esclusivamente al mercato interno, ma in unìepoca di globalizzazione...
A parte ciò, dai venditori indiani si trovano delle buone occasioni di modelli Parker (e non solo) di fascia bassa (45 ecc.) ricondizionati: non certo perfette ma con un prezzo molto interessante.
Questa cosa risponde ad alcune domande che mi sono posto in passato. Ho trovato delle Parker di fascia medio-bassa (come le IM) che sembravano "sistemate": una in particolare non la presi perché all'interno, dove si innesta la cartuccia, aveva un microdente, come una piccolissima saldatura, che rendeva difficoltoso l'inserimento del converter e della cartuccia. Il prezzo era intorno ai 10 euro.
------------------
Per il discorso del prezzo basso della Parker IM presa, considerando anche la fascia piuttosto economica e il modello vecchio non più in produzione, sono arrivato alle stesse conclusioni di Sciumbasci. E comunque, forniscono un'esperienza di scrittura appena mediocre. Non ho la coscienza manco di regalarle...
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Messaggio da Lamy » lunedì 26 febbraio 2018, 12:01

Monet63 ha scritto:
domenica 25 febbraio 2018, 13:10
Non molto tempo fa un amico mi ha detto sostanzialmente la stessa cosa, parlando delle cinesi in generale. Gli ho fatto quindi notare che la penna che aveva nel suo taschino era proprio una cinese (nello specifico una Jinhao 922), anche se serigrafata con altra marca.
Il marchio però è, almeno in teoria, una garanzia di qualità. Che poi quasi tutto oramai venga prodotto in Cina è risaputo. Per esempio, si può osservare il caso dei caricabatterie per smartphone compatibili (non originali) che arrivano dalla Cina: funziona e sono pure economici, ma non hanno alcuna certificazione, nemmeno quelle obbligatorie come il marchio CE! Invece i caricabatterie originali di marche come Samsung, Huawei, Apple etc etc, pur essendo prodotti anch'essi in Cina o comunque in quell'area, passano sempre attraverso rigorosi controlli di natura tecnica e di sicurezza. Infatti se prendi un attimo in mano il tuo caricabatterie, se originale, noterai che ha almeno il marchio CE, il marchio EAC e il simbolo del doppio isolamento (un quadrato dentro a un altro) che garantiscono la sicurezza d'uso. Se vai a comprarne uno presso un bazar cinese vedrai che non i marchi sopracitati non li ha, al limite potrebbe mostrare un logo CE contraffatto che viene giustificato facendolo passare per China Export.
Monet63 ha scritto:
domenica 25 febbraio 2018, 13:10
Che c'entrano i cineasti (scommetto che è un refuso del t9...)?
È stato un refuso dovuto alla correzione automatica del telefono.

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Messaggio da Monet63 » lunedì 26 febbraio 2018, 13:53

Lamy ha scritto:
lunedì 26 febbraio 2018, 12:01
Il marchio però è, almeno in teoria, una garanzia di qualità. Che poi quasi tutto oramai venga prodotto in Cina è risaputo.
Dipende dal marchio.
Io non parlo di fabbricazione in Cina (piuttosto comune oggi), di certificazioni, di frodi del marchio CE che esistono e conosco da 20 anni (China Export è appena diverso, ma difficile da individuare di primo acchito) o quant'altro; io parlo - tanto per essere schietti e diretti - di Jinhao che produce lo stesso, identico modello per Monteverde e ovviamente per sé stessa, che poi è la copia della Sailor Procolor (quest'ultima è diversa nella sostanza, grazie al pennino di straordinaria qualità, e quindi vale i soldi che costa).
Prezzo Jinhao 922: circa 1,20 euro completa di converter e spedita.
Prezzo Monteverde Monza: dai 15 ai 18 euro, completa di converter.
L'amico a cui alludevo aveva nel taschino proprio una Monteverde Monza che, essendo una Jinhao, scrive comunque bene. Da lì tutta la questione.

Esistono altri casi, più o meno "integrali": Stipula, ad esempio, sulla sua Splash ha avuto il buon senso di cambiare pennino e alimentatore, anche perché quello delle Dollar 717 (pakistane) non è un granché.
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Messaggio da sciumbasci » martedì 27 febbraio 2018, 9:03

Con la Monteverde però compri anche la garanzia: se hai qualche problema la mandi indietro alla Caimi, se la Jinhao ha dei problemi la butti nel pattume.

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Messaggio da Monet63 » martedì 27 febbraio 2018, 13:05

sciumbasci ha scritto:
martedì 27 febbraio 2018, 9:03
Con la Monteverde però compri anche la garanzia: se hai qualche problema la mandi indietro alla Caimi, se la Jinhao ha dei problemi la butti nel pattume.
A parte che di jinhao 922 ne ho comprate parecchie, perché attualmente è la penna che regalo quando voglio convertire qualcuno, e scrivono tutte benissimo (la mia Monteverde Monza, invece, ha avuto bisogno di una messa a punto del pennino), ma oggettivamente: la garanzia? Seriamente credi che sia quella la differenza su una cosa da 1 euro e 20, ovvero l'equivalente di 3 Bic Crystal? Se si, allora fai benissimo a scegliere - ad esempio - Monteverde. Io, l'avessi saputo prima, la mia Monza non l'avrei presa.
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