Montblanc Chopin FALSA :-(

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NOblige
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Messaggio da NOblige »

Grazie Andrea della preziosissima testimonianza e complimenti per l'onestà! Sono comunque allibita dal venditore che non si rende conto del falso!!! Uno che faquel mestiere dovrebbe avere non solo la competenza, ma anche la passione per le stilografiche e riconoscere subito un palese falso! :shock:
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Silente
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Messaggio da Silente »

Hai perfettaemnte ragione! Per quello sono scandalizzato! D'altra parte,vedo sempre più spesso che questo marchio viene venduto in negozi che non mi danno certo l'idea del lusso e della rafinatezza su cui questo marchio sembra voler puntare tutto.
Preciso che a me interessa la penna per scrivere e per godere della sua bellezza. Passo decine di minuti a guardare il pennino della mia Pelikan M800 e, come sfondo del netbook ho il pennino della Twsbi 540, che a me piace molto. Sono felice nel vedere che mia figlia usa la sua Lamy Safari bianca e ne ha cura.
Non faccio della penna assolutamente uno status symbol o un qualcosa da ostentare, ma anzi, tengo il piacere di ammirare le mie penne per me stesso. Ognuna di loro ha la sua storia, le sue proporzioni, i suoi colori e la sua personalità (pennilità? Mah!!). Sono disposto a condividere le sensazioni e le emozioni che provo lasciando fluire l'inchiostro da un bel pennino innestato su un corpo penna stupendo soltanto con chi ha la mia stessa passione.
Premesso questo e visto lo stridore causato dal vedere le Montblanc vendute in una gamma di negozi che va dalle lussuose boutiques alle "bettole" in cui, sempre più spesso, trovo il marchio, mi chiedo se la Casa valuti attentamente i rivenditori o se, magari uno possa vendere questo tipo di penne a prescindere da un accordo con la Casa stessa (e magari da una certificazione delle competenze... Perdonate il linguaggio scolastico).
Da un rivenditore, come giustamente osserva NOblige mi aspetterei anche la passione, specialmente quando l'articolo ha un suo prestigio (e un certo prezzo!!). Solo la passione può essere il motore che spinge a conoscere e a perfezionarsi sempre di più.
A testimonianza di ciò, basta bighellonare per questo forum per trovare persone che si ineressano alla stilografica a 360°, arrichendo tutti in ogni fronte, dalla storia alla tecnica della riparazione, dall'impiego in campo artistico alla condivisione di emozioni. Magari non tutti hanno competenze approfondite, io per primo tra questi, però il forum è un punto di riferimento perché qui la competenza nasce e si raffina dalla passione.
Lo stesso spirito lo pretendo da chi vende una penna che costa spesso più di 500 euro e prima ancora pretendo delle garanzie da chi, prodotto l'oggetto, si deve preoccupare della sua distribuzione. Com'è possibile, mi chiedo, affidarsi ai consigli di certe persone per decidere un acquisto così importante? Forse, ripeto, anche MB dovrebbe riflettere e valutare attentamente la propria politica di distribuzione...
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Messaggio da maxpop 55 »

Grazie di tutte le precisazioni ci sono di grande aiuto . :clap: :clap: :clap:
Certo chiunque di noi debba acquistare una MB starà molto più attento.
Chi le ha ora probabilmente starà lì a guardarsele e controllare ogni minimo particolare.
Il valore di una stilografica non dipende dal costo, ma dal valore che noi le diamo.
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Messaggio da Geofisico »

...Che roba ragazzi :silent:
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Messaggio da maxpop 55 »

Silente ha scritto:Come promesso, ecco ciò che è capitato a me: circa un paio di anni fa, abbagliato da un sito che vendeva Montblanc, che sembrava un sito "ufficiale", e dai prezzi da svendita, mi decisi ad ordinare una 145. Il logo della bandierina sulla barra degli indirizzi di Firefox indicava che il sito era statunitense... E solo negli USA mi risultava potessero essere pubblicati i prezzi per la vendita online di questo marchio.
Appena ricevuta la conferma della spedizione, accompagnata da numero di tracciabilità e dai dati del pagamento avvenuto, mi corse un brivido gelido lungo la schiena: avevo acquistato la penna da un signore di Beijing (= Capitale del Nord), in altre aprole: Pechino...
Dopo neanche una decina di giorni, il pacco, ancora chiuso, giaceva sulla mia scrivania, pieno di graziose scritte in ideogrammi cinesi...
Mi feci coraggio e, con un talgierino, iniziai a tagliare l'imballaggio. Venne alla luce una scatola, che, a parte per la "C" di Montblanc, un po' ciciotta, mi lasciava ancora speranzoso. C'era anche la scritta "Printed in Germany" su un lato...
1.jpg
Aperta la scatola, ne emersero: il libretto di Istruzioni (la "Service Guide", come appariva scritto nell'intestazione) con la garanzia in bianco e la penna, contenuta in un sacchettino di cellophane. Eccoli qua:
2.jpg
Notate niente? Guardate bene... Ancora no? Ebbene, il logo della Casa (la stellina), anziché essere disegnata in nero ed avere l'interno bianco, è completamente nera. Nonostante un mio amico insista nel dire che ciò non è determinante, io ci ho creduto poco sin da quando l'ho notato.
Ma la vera sorpresa è arrivata guardando la penna: le finiture d'oro apparivano "troppo dorate": un giallo aranciato alquanto innaturale per l'oro. Svitato il cappuccio, poi, l'amara sorpresa: il pennino. Era in "oro bianco" (le virgolette sono d'obbligo, volendomi riferire alla genuinità del prezioso metallo, mettendola in dubbio). Ma come? Finiture gialle e pennino bianco?
Ma a parte questo, che comunque, per i miei gusti, fa subito capire che non può essere un MB vera, osservate bene il pennino (mi spiace per la qualità della foto, ma se la ingrandite, potrete osservare quanto affermo in seguito):
3.jpg
il taglio che separa i due rebbi non è in asse con il foro e non è asse di simmetria del fregio tipico dei pennini MB. Il pennino, inoltre, non ha l'aspetto cromatico dei pennini MB bianchi.
E veniamo alle finiture ed al numero di serie: KY194421. Sul numero di lettere e cifre, ho capito, bighellonando in rete, che è variabile. E' un po' come la scritta Pix, che la mia penna riporta in due parti: sotto la clip e nell'anello dorato centrale (quello più spesso) alla base del cappuccio. Soltanto che il numero di serie dovrebbe essere impresso dalla produzione del '91. In genere è impresso sull'anellino della clip, sul lato destro guardando la clip stessa, sulla sinistra, invece, si dovrebbe leggere "GERMANY", sempre con caratteri incisi. Se, però, la penna ha subito la sostituzione della clip danneggiata, il numero di serie sull'anellino della clip nuova non ci sarà e comparirà soltanto la scritta "GERMANY".
Ebbene, e mi scuso per non essere riusito a produrre una foto decente da allegare, il nuumero e la scritta sono al posto giusto, ma il seriale comincia con la lettera "K" sul bordo inferiore dell'anellino per finire con l'"1" inciso circa mezzo millimetro più in alto. Altezza e spaziatura tra i caratteri sono regolari, ma tutto il numero è impresso non parallelamente al bordo della clip.
Sono invece riuscito a fare delle foto decenti al bordo del cappuccio della penna falsa e della mia 146, così da poter mettere a confronto il colore della doratura e l'incisione delle lettere sulle verette. Come potete vedere, (il cappuccio della 146 è quello a destra) la lavorazione della MB genuina è più "liscia", quella della MB finta è più grossolana. Sulla destra della foto vedete anche la veretta, di colore improbabile, sul fondello del fusto.
4.jpg
Aprendo poi la penna, si nota poi che il converter non è a vite, ma ha un bordo metallico e si inserisce a pressione. Nelle Montblanc, si avvita tutto (a parte i refill degli evidenziatori).
Infine la vera "prova del fuoco" per una Montblanc. Siamo abituati a leggere nelle presentazioni di queste penne: "Pregiata resina...": molti ironizzano sul fatto che sia in fondo plastica... Però un particolare degno di nota lo ha! Giudicate voi:
5.jpg
6.jpg
Se voi illuminate la resina dall'interno, potete notare che la resina della MB autentica presenta una transluminescenza rossa, quella finta no. Nella prima foto vedete il cappuccio della mia 146 Le Grand (buona!! :) ), nella seconda quello dell'imitazione.
Onestamente, la delusione è stata tale, che non ho mai inchistrato la penna, l'ho messa in un cassetto e la tengo là, monito e memento, quando valuto un acquisto in rete.
Mi vergognavo anche a parlarne, vista l'ingenuità che ho dimostrato, ma nello spirito del forum ci sono senz'altro la delusione e la crescita di competenze, sempre più necessaria per difendersi in questo mondo in cui sempre più parte delle nostre spese si svolgono in rete. Quindi che le disavventure di pochi possano servire al bene comune di noi appassionati che, magari rinunciando a volte a qualcosa, ogni tanto ci regaliamo una penna che ci piace!
Chiudo con un aneddoto sulla penna falsa, giusto per riportare il buonumore. Quando mi resi conto che probabilmente ero incappato in un falso, ho comunque avuto l'umiltà (ma soprattutto la speranza) di sbagliarmi. Così decisi di portare la penna in due negozi che trattano Montblanc. Per prima cosa, mi fiondai dall'amico Michele, fonte inesauribile di inchiostro, penne, carta, quaderni e tutto quello che mi serve, il quale, appena ha visto il colore del pennino rispetto alle finiture, ha sentenziato: "Andrea, ti hanno bidonato". Quindi mi recai da un rivenditore Montblanc "in vista", il quale, per prima cosa estrasse un panno dove adagiare la penna. Io non ebbi il coraggio di dire che già mi avevano fregato e dissi di aver ricevuto questo regalo alla laurea diversi anni fa e che, non usando la penna, avevo deciso di metterla in vendita su un'asta online. Gli chiedevo una valutazione e, soprattutto, la garanzia che fosse originale, non riportando il libretto di garanzia il timbro del rivenditore.
Dopo un attento esame, il signore disse che era buona e che avrei potuto chiedere tranquillamente 200 euro come prezzo iniziale. Dopo un attimo di esitazione aggiunse, in tono un po' impacciato, che eventualmente avrebbe potuto valutare lui stesso di acquistarla a quel prezzo, a titolo personale, beninteso... La tentazione di lasciargli la penna e di andarmene con i 200 euro in tasca è stata grande :twisted: , ve lo assicuro, anche perché uno che vende questi articoli non può essere così impreparato (questo mi ha scandalizzato non poco)... Ma, come vedete, ho saputo resistere.
L'epilogo: per non perdere il mio tempo per uffici per far denunce alla Guardia di Finanza o alla Polizia Postale, ho preferito segnalare la presenza del sito direttamente alla Montblanc: dopo qualche giorno, il sito non c'era più!
Un saluto a tutti.

Andrea
Mi hai messo l'ansia, mi sono controllato tutte le MB che ho, pure quelle prese negli anni '80.
Secondo me la migliore e più sicura prova è la resina semitrasparente con i riflessi rossastri.
Credo che la resina è la cosa più difficile da falsificare, o meglio, credo che non ci provino proprio.
Fortunatamente sono tutte originali, l'unica fregatura è stata quel roller Starwalker.
Grazie Andrea. :thumbup:
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Messaggio da Silente »

Caro Max, mi dispiace per l'ansia, però, come hai provato tu stesso, le tue penne sono originali. :thumbup:
Una fregatura, secondo me, ci può anche stare, l'importante è imparare anche da questo... Come non essere più fregati, per esempio.
Dopo quella "taroccata" ho comprato altre penne MB: una Boheme Platinum Big Size, che ho anche recensito ad aprile dello scorso anno, mi è stata regalata la 146 (unico problema: flusso troppo abbondante, per il resto scrive da favola... Dovrò comunque ricorrere all'opinione ed ai suggerimenti dei tecnici veri), recentemente ho avuto due occasionacce e ho acquistato un evidenziatore Meisterstuck 166, che fa coppia con la 146 (pagato 90euro, pensate) e la "pennona": una 149 che, devo dire, per me cui piacciono le penne grandi, è davvero un'emozione scriverci. L'importante è comprare da gente che si conosce o che sia, almeno, facilmente rntracciabile... Dopo un controllino non fa mai male.
Anch'io ritengo che la cosa migliore sia controllare la transluminescenza della resina, basta avere una piccola torcia elettrica al seguito (ora quelle LED sono potentissime in rapporto alle dimensioni) quando la si va a comprare. E' anche un buon deterrente per il venditore rendersi subito conto che non ha a che fare con uno sporvveduto. Io mi porterei anche un monocolo da gioielliere per controllare bene pennino, caratteri e linearità delle scritte.Tutti gli altri controlli vanno presi con le pinze. Già abbiamo detto, infatti, che la scritta Pix ed il numero di serie non ci sono sempre. Questa è una cosa nota, il "falsario" lo sa anche meglio di noi ed è facile per lui mettere o non mettere una scritta o un numero di serie. Se uno è proprio esperto, dalla forma dell'alimentatore riesce a capire più o meno l'anno di produzione e scoprire eventuali incongruenze (la presenza o meno del numero di serie, ad esempio) ... Anzi, se ci fosse qualcuno (Simone Piccardi?) che sapesse illuminarci in merito a questo... Poi ci sono dei modelli più imitati di altri... Non sono un intenditore di MB, tuttavia, dubito che se mi capitasse tra le mani una 149 in celluloide penserei ad un'imitazione. Viceversa le 145, nelle varie versioni, sono molto imitate (e talvolta anche bene!!)
Eviterei di comprare, quindi, in rete il più possibile e, se proprio volessi farlo, almeno controllerei prima di poter pagare con PayPal, che ho sperimentato avere un buon servizio di garanzia. Le copie ormai hanno raggiunto livelli eccellenti e, a parte errori madornali, come il pennino non abbinato al colore delle verette o tagliato male (come è successo a me, basta leggere il lungo intervento sopra), direi che fare la prova della luce taglia la testa al toro (anche le mie hanno tutte superato la "prova del fuoco").
Certo è che non rinuncerei almeno di valutare l'acquisto della penna (specialmene visti i prezzi delle nuove).
Nella vita bisogna anche un po' rischiare... L'importante è poter tornare indietro.
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Messaggio da Resvis71 »

Grazie a tutti per le testimonianze e gli ottimi contenuti.
Un grande aiuto a tenere alta la guardia ;)
Massimiliano
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Messaggio da maxpop 55 »

Silente hai perfettamente ragione, ringrazio te e gli altri per il contributo dato per limitare al minimo le fregature. :thumbup:
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Messaggio da Pettirosso »

E' capitato anche a me un paio di anni fa: Montblanc Chopin nera con tanto di scatola e CD (però senza garanzia e istruzioni) acquistata su Ebay per un centinaio di Euro.
Per un po' (neppure un converter intero) ha scritto (e quindi ho purtroppo anche rilasciato un feedback positivo al venditore...); poi ha iniziato ad avere problemi di alimentazione, l'ho mandata in assistenza... ed ho scoperto il fattaccio.
Ora è lì dimenticata in qualche cassetto: fregature della vita.
Già non ero molto favorevole alle Montblanc (troppo care, ritengo, in rapporto alla qualità: a pari prezzo si può trovare molto di meglio); questa per me è stata l'ultima (ho una Noblesse ed una Generation, ma non mi entusiasmano né l'una né l'altra).
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Messaggio da Rogozin »

In realtà credo che, a parte le "prove tecniche" che son possibili solo ex post, il vero segnale rivelatore che si tratti di un falso sia questo: costa poco (o comunque molto meno). :(
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Messaggio da rembrandt54 »

Il problema delle false Montblanc è particolarmente insidioso per le penne a sfera o le roller, in quanto, per ora, i falsari non riescono a fare i pennini delle stilografiche. Una delle cose da guardare immediatamente è la clip che nei falsi è "scatolata" mentre nell'originale no e finisce con una "goccia" che facilita l'operazione di messa nel taschino della giacca .
La scatola non è indicativa come la garanzia, perchè si trovano da comprare sia le scatole che le garanzie....quindi... OCCHIO !!!!!! :wtf:
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Messaggio da maxpop 55 »

Mi spiace contraddirti, le clip le fanno identiche, si deve vedere altre cose.
Se vedi qualche messaggio più in sù riescono adddirittura ad imitare i pennini, purtroppo siamo alla mercè di falsari molto bravi, l'unica cosa che non riescono ad imitare è la resina semitrasparente con riflessi rossastri della MB.
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Messaggio da PaoloT »

Magari le MB false scrivono meglio :D
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Messaggio da maxpop 55 »

Non credo proprprio, le MB sono ricercate da alcuni come simbolo, ma da tanti altri perchè sono gran belle penne.
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Messaggio da Silente »

Quella della clip "a goccia non l'avevo mai sentita... Appena arrivo a casa controllo le mie (che hanno superato tutte, tranne la cinese la "prova del fuoco")... Grazie, Stefano!
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