Inchiostro fai da te

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piccardi
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Re: Inchiostro fai da te

Messaggio da piccardi » lunedì 19 ottobre 2009, 22:03

Sempre più interessante, e mi cresce ancora di più l'interesse per tentare di imitarti...

A questo punto mi ferma solo il tempo, troppo scarso, da dedicare a queste cose.

Ciao
Simone
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incurabile
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Re: Inchiostro fai da te

Messaggio da incurabile » venerdì 9 aprile 2010, 23:36

http://www.laffort.com/index.php?option ... Itemid=101

questa è la ditta che estrae il tannnino dalle noci di galla
costa 35 euro per 1 kg la fermentazione è con alcool quindi
più che adatto in quanto il vino che per tradizione veniva
versato nel composto per avere un colore finale più lucido e
una grane resistenza al deperimento e alla formazione di funghi
lo abbiamo già nel tannino....

attenzione all'acqua non usate quella del rubinetto perchè il cloro
potrebbe alterare il risultato finale....
acqua distillata penso sia meglio


fondamentali sono le proporzioni ancora più dei materiali
se in un litro di liquido si mette 1/2 di galle
il solfato invece deve essere messo nella proporzione di 1/8
"antica ricetta precedente all'anno 1000

non esagerate con il "ferro"perchè il colore passerà da un colore nero a uno marrone
ciao a tutti :)

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GGiovanni
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Messaggio da GGiovanni » sabato 6 aprile 2013, 19:11

Ho appena risposto ad un'altra discussione su un inchiostro auto-prodotto.
Non posso che rinnovare l'ammirazione per chi prova a far rinascere queste antiche ricette e ne condivide procedure e risultati.

Grazie,
Giovanni

raffaele90

Inchiostro fai da te

Messaggio da raffaele90 » sabato 6 aprile 2013, 19:54

Troppe cose da leggere! Perdonatemi se non ho letto tutto! Avevo il desiderio impellente di ringraziarti!
TU non sai che favore mi hai fatto!! Io e un mio amico appassionato di penne abbiamo discusso molte volte sull' idea di tentare di produrre un inchiostro fatto in casa. Ne abbiamo parlato tanto ma nessuno dei due aveva una vaga idea di come fare e si sentiva all' altezza di farlo. Conoscevo i vecchi inchiostri a base di galla e tannica ma li ho sempre giudicati difficili da fare e sopratutto non li avrei messi su una stilo.
Le ricette che hai messo nel tuo primo post, dove le hai prese?
Con tempo e pazienza, noi tenteremo sicuramente tutte le miscele. La voglia di provare è troppo grande.
Il mio amico usa anche i pennini con la canula e si lamentava del fatto di non trovare inchiostri abbastanza densi per lo scopo. L' aumentare la densità della miscela a mio piacimento, con la gomma arabica, è davvero affascinante.
Non oso mettere uno di questi inchiostri caserecci su una delle mie stilografiche. Faremo delle prove per vedere se si formano dei precipitati o rimangono residui e poi cercheremo una stilografica da battaglia, a cartuccia, da "sacrificare".
Grazie mille! Con tempo e pazienza ci metteremo a produrli e mostreremo il nostro lavoro!

Il "nerofumo", come lo chiami tu, è semplice carbonio. Si forma perchè la combustione della fiamma(quella gialla della candela) non è perfetta e rimangono appunto questi residui. La fiamma ossidante, che arriva ad oltre 1000 gradi, di colore blu, che si trova nei laboratori, non lo forma!

A presto! :D

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Inchiostro fai da te

Messaggio da Arizona » sabato 4 maggio 2013, 11:07

Mi scuso per il ritardo nel risponderti, in parte dovuto al fatto che non ho più i vecchi link (rimasti nel precedente portatile defunto); ho cercato un po' in giro nell'web: si trattava di vecchi "ricettari" di merceologia e di chimica, piuttosto interessanti. Comunque, in rete, basta cercare, trovi parecchio materiale...
raffaele90 ha scritto:...Le ricette che hai messo nel tuo primo post, dove le hai prese?:D

Sicuramente gli inchiostri, almeno per quelli che intendiamo noi amanti del pennino in genere, dobbiamo distinguerli in 2 categorie:
- inchiostri per pennini senza alimentatore;
- inchiostri per pennini con alimentatore.
Senza dettagliare, sappiamo benissimo di quali pennini stiamo parlando. Fatto sta che per i primi necessitano inchiostri con una certa densità, per i secondi, invece, inchiostri più fluidi. In questo secondo caso, il più "problematico", quello che ci interessa di più è che l'inchiostro non corra il rischio, più o meno in breve tempo, di fermarsi per strada...
Sicuramente un inchiostro fai da te è inizialmente da evitare, soprattutto nelle stilo a stantuffo; è da evitare anche nelle stilo che hanno il tratto fine o extrafine. Tutto, però, dipende dalla densità del liquido che deve scorrere nel canale dell'alimentatore e in quello, quindi, tra i rebbi del pennino. Non in ultimo, mettiamoci pure che la densità influenza anche la risalita della micro bolla d'aria. Sicuramente un inchiostro stilografico autocostruito è inizialmente da utilizzare solo con un gruppo pennino-alimentatore che abbia un flusso di "grosso calibro", controllando frequentemente se vi è l'eventuale formazione di depositi. Se dopo un po' di tempo smette di scrivere, è chiaro il motivo...
Gli “altri” pennini – quelli senza alimentatore - non hanno questo e altri problemi ma devono continuamente attingere al calamaio. Insomma, non si può avere, come si dice a Verona, òvo, galìna e … caldo.
raffaele90 ha scritto:...Conoscevo i vecchi inchiostri a base di galla e tannica ma li ho sempre giudicati difficili da fare e sopratutto non li avrei messi su una stilo.:D
raffaele90 ha scritto:...rimangono residui e poi cercheremo una stilografica da battaglia, a cartuccia, da "sacrificare".:D

Sì, confermo. Il nerofumo si forma quando la fiamma è carburante (carenza di ossigeno/eccesso di combustibile).
Ricordo che, quando insegnavo saldatura ossiacetilenica, dovevo continuamente sgolarmi perché i ragazzi si divertivano, soprattutto nelle prime lezioni, a tenere i cannelli con la fiamma completamente carburante, quindi con il solo ossigeno dell'aria. Lascio a te immaginare come poteva essere l’aria. Se avessi potuto immagazzinare tutto il nerofumo prodotto nel corso di quegli anni…
Ho una coppia di bombole - una di ossigeno e l’altra di miscela di gas – ma, in quanto a nerofumo, neanche da mettere a confronto con l’ossiacetilenica.
raffaele90 ha scritto:...Il "nerofumo", come lo chiami tu, è semplice carbonio. Si forma perchè la combustione della fiamma(quella gialla della candela) non è perfetta e rimangono appunto questi residui. La fiamma ossidante, che arriva ad oltre 1000 gradi, di colore blu, che si trova nei laboratori, non lo forma!
:D
Ti auguro una buona sperimentazione.

Adriano

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Messaggio da Rampa » sabato 4 maggio 2013, 12:48

Arizona ha scritto:

Sì, confermo. Il nerofumo si forma quando la fiamma è carburante (carenza di ossigeno/eccesso di combustibile).
Ricordo che, quando insegnavo saldatura ossiacetilenica, dovevo continuamente sgolarmi perché i ragazzi si divertivano, soprattutto nelle prime lezioni, a tenere i cannelli con la fiamma completamente carburante, quindi con il solo ossigeno dell'aria. Lascio a te immaginare come poteva essere l’aria. Se avessi potuto immagazzinare tutto il nerofumo prodotto nel corso di quegli anni…
Ho una coppia di bombole - una di ossigeno e l’altra di miscela di gas – ma, in quanto a nerofumo, neanche da mettere a confronto con l’ossiacetilenica.
raffaele90 ha scritto:...Il "nerofumo", come lo chiami tu, è semplice carbonio. Si forma perchè la combustione della fiamma(quella gialla della candela) non è perfetta e rimangono appunto questi residui. La fiamma ossidante, che arriva ad oltre 1000 gradi, di colore blu, che si trova nei laboratori, non lo forma!
:D
Se può essere utile, il nerofumo già pronto viene comunemente venduto presso i negozi di bellearti sotto varie forme: già pronto in tubo e sciolto in olio, oppure in polvere. Mi preme tuttavvia avvisare che si tratta di uno dei pigmenti più difficili e anche più tossici da trattare, la polvere nera è talmente fine che basta un nonnulla per vedersela galleggiare nell'aria intorno, sui vestiti, nel naso, sulle mani, ecc ecc. Nota storico-artistica: Cennino Cennini nel suo celebre trattato di pittura, dice appunto che il nerofumo lo si può ricavare mettendo la fiamma di una candela a lambire la superficie di un piattino, quando poi si sarà depositata una quantità sufficiente di nerofumo lo si raccoglierà raschiandolo con un coltellino.

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Messaggio da alessio » lunedì 26 agosto 2013, 22:49

Ti consiglio di provare a schiacciare le bacche di sambuco e mescolarle ad alcol. Lascia macerare qualche giorno. Dovrebbe venire un inchiostro più scuro.

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Messaggio da eriel89 » sabato 14 settembre 2013, 14:41

Scrivo delle ricette che ho trovato in un libro. :mrgreen:

Non sapevo se fare un nuovo argomento o metterlo a seguito di questo, magari si potrebbe fare una cosa più ordinata "comprimendo" le varie ricette :roll:

DA: Miniera di secreti, specifici e ricette d'ogni genere, (seconda ediozione, 1863, Trieste)

Inchiostro. - Fa bollire una libbra di galla acciaccata in 6 libbre d'acqua piovana fino a riduzione di due terzi, gettavi dentro 2 once di gomma arabica, sciolta da prima in sufficiente quantità d'aceto, versa nella decozione 8 once di solfato di ferro; fa bollire di nuovo per qualche istante, lascia riposare e decanta. E' questa la ricetta che si trova nella maggior parte de'libri, e che si pratica comunemente.

Inchiostro azzurro. - Togli 25 grammi di cremore di tartaro, ed altrettanto di verderame; riduci in polvere si l'uno che l'altro di questi ingredienti, e gettali in un matraccio, che porrai in bagno d'arena leggiermente caldo, ove lo lascerai stare per 3 giorni. Allora aggiungi 75 grammi d'acqua, e continua a mantenere il fuoco per 6 ore. Feltra il liquore e aggiungi un tantino di gomma arabica.
Quest'inchiostro riesce d' un bellissimo azzurro carico.

Inchiostro rosso. - Il signor Close ha composto un inchiostro rosso, secondo il processo del signor Pajot - Laforet. Si pigliano, in vece del nero di lucerna, 120 parti d'olio di lavanda, 27 parti di gomma copale, e 60 parti di cinabro e si fa il miscuglio come sopra.

Inchiostro rosso incorruttibile. - Si prende 1/4 di libbra di fernambuco del migliore, una oncia di cremore di tartaro, ed egualmente d'allume; si fanno cuocere questi ingredienti in un boccale d'acqua piovana o di fiume, sino alla riduzione della metà; e si aggiugne al residuo, mentre che è ancor caldo, un'oncia di gomma arabica, scelta ed altrettanto di zucchero fino.

Inchiostro d'oro. - PIglia una certa quantità di gomma arabica, della più bianca e migliore che aver si possa; riducila in polvere impalpabile in un mortajo di bronzo; falla sciogliere in acquavite ben forte; aggiungi un po' d'acqua comune per rendere la soluzione più fluida; abbi in pronto dell'oro di conchiglia, polverizzalo, bagnalo con un poco di suddetta acqua gommata, dimena il tutto col dito o col pennello, e lascia riposare il miscuglio per una notte.
Qualora durante la notte la composizione si prosugasse, bisognerà stemperarla di nuovo con acqua gommata, in cui sia infuso del zafferano.
Abbiasi cura che questa infusione d'oro sia abbastanza liquida da potersene servire colla penna.
Bene asciutta che sia la scrittura, converrà darle lustro con un dente di lupo.

Inchiostro di stamperia. - Per fare l'inchiostro di stamperia, si fa bollir dell'olio di Linseme in un vase di terra; vi si dà il fuoco, e si lascia che arda per un quarto d'ora; poi si estingue, si lascia bollire lentamente fino a che sia divenuto molto denso. Allora vi si unisce la sesta parte del suo peso di nero di fumo, e si macina. Qualora vogliasi rendere questo inchiostro men denso, vi si aggiunge un poco d'essenza di tremetina.
Alcuni stampatori vi fanno entrare della fuliggine, dell'acquavite, della colla di bue; ma simili sostanze non sono di niuna utilità.
Questo inchiostro medesimo può servire per marcar la biancheria, essendo indelebile.

Inchistro indelebile. - Si fabbrica un buon inchiostro indelebile, stemperando con acqua comune una sufficiente quantità d'inchiostro delle China la cui base è certamente una materia carbonosa, e la cui composizione non è da noi per ancora ben conosciuta.

Inchiostro simpatico. - Scrivi con una soluzione di vitriuol verde, aggiuntovi un poco d'acido: essendo questa soluzione affatto priva di colore, la tua scrittura non si vedrà punto. Allorchè la vorrai far apparire, immergile in un'acqua in cui sia stata infusa della galla; ovvero inzuppa la carta con una spugna intinta nella detta acqua: e sull'istante vedrai emergere i tuoi caratteri.

Inchisotro violetto. - Fa bollire in un calderotto di rame 75 grammi di fernambuco e 25 grammi di serpentino con 4 ettogr. d'acqua; aggiungi 12 grammi di allume, ed allorchè il liquido avrà evaporato fino a riduzione della metà, uniscivi 3 grammi di gomma arabica in polvere.

Inchiostro verde. - Lascia bollire per mezz'ora in un vase di terra invetriato 50 grammi di verderame in polvere con 4 ettogr. d'acqua: dimena il tutto con una spatola di legno, ed aggiungi 25 grammi di cremore di tartaro. Fa bollire ancora per un quarto d'ora, e passa per pannolino. Indi rimetti il liquore al fuoco, e fa bollire fino a riduzione d'un terzo.

Inchiostro carminio. - Prendi 6 grani di bel carminio, e versavi sopra 2 once di ammoniaca caustica; aggiungivi un denaro di gomma arabica in polvere; lascia riposare il miscuglio fino a che la gomma sia interamente sciolta, ed avrai fatto l'inchiostro.
Quest'inchiostro è certamente più caro di ogni altro inchiostro rosso preparato coi metodi ordinari, ma è altresì senza confronto più bello, più solido e durevole.

Inchiostro della China - Sogli sul fuoco 6 once di colla di pesce in una libbra d'acqua. Fa sciogliere egualmente in 2 once di acqua un'oncia di sugo di regolizia di Spagna e con quest'ultima infusione stempera un'oncia di nero d'avorio. Aggiungi questo miscuglio alla colla così calda, e dimena il tutto con una spatola, finchè ogni cosa sia ben incorporata. Quindi fa svaporare tutta l'acqua in un bagno maria, versa il residuo in forme di piombo che avrai prima unto, e fa seccare.
Di questa composizione si servono gl' Inglesi in cambio del vero inchiostro della China.

Pietra ad inchiostro colla quale si fanno dei calamai onde scrivere senza porvi inchiostro. - Prendi quattordici oncie di gomma arabica, 13 oncie di nero-fumo, 3 oncie di carbone di salcio; sciogli la gomma, che debb'essere in polvere, in un boccale d'acqua comune, che agiterai fino a che la gomma sarà bene disciolta;ciò fatto impasterai la polvere con una parte dell'acqua gommata, cioè quanto basterà per farne la pasta; e ne conserverai l'acqua per l'uso che si dirà in appresso. Forma con questa pasta dei calamai della forma che vorrai; ed essendo la materia ancora molle, vi farai molti piccoli fori. Ciò fatto fa seccare in un forno ardente per quattro o sei ore le tue pietre o calamai, oppure per molto tempo all'ombra. Essendo secchi prendi l'acqua gommata che avrai conservato, immergi in essa una penna, e verniciane i tuoi calamai per tante volte fino a che diverranno ben lucenti e duri come il marmo. Quando vorrai servirtene versa alcune goccie d'acqua in uno dei piccoli fori e prendi una penna che vi terrai immersa. L'acqua essendovi stata appena posta, l'inchiostro non sarà molto nero, ma se lo mescolerai bene colla penna ne diventerà nerissimo.



Intanto che ci sono metto alcune curiosità sempre trovate in questo libro: :D

Modo d'impedire che l'inchiostro ammuffisca. - La muffa che tanto facilmente si forma nell'inchiostro, oltre esserne d'incomodo lo altera sensibilmente. Si sono proposti molti espedienti a fine di evitare un tale inconveniente: ne additeremo qui alcuni di più facile esecuzione. 1.° Mettin nella bottiglia che contiene l'inchiostro 6 o 8 grani d'orzo triturati. 2.° Versa nell'inchiostro alcune gocce d'olio di spigo, o di qualunque altra essenza. 3.° Metti nell'inchiostro un poco di canfora. 4.° Nel comporre l'inchiostro, uniscivi mezz'oncia di chiodi di garofani per ogni libbra di galla.

Far comparire visibile una scrittura tuffando la carta nell'acqua. - Se si tracciano de' caratteri con una soluzione di nitrato di bismuto, essi diverranno invisibili quando si saranno asciugati; ma bagnando la carta coll'acqua i caratteri si manifesteranno d'un colore bianco opaco.
Il nitrato di mercurio produce lo stesso effetto.
Anche scrivendo con una soluzione d'allume sopra una carta poco collata, i caratteri non si vedranno dopo essersi seccati; ma allorchè si vuole ch'essi compariscano, basta bagnare la carta e presentarla al lume per vederli chiari e leggibili.
Un altro modo consiste nello scrivere con un miscuglio composto di una parte d'acido nitrico e tre parti d'acqua: i caratteri restano invisibili subito che si sono asciugati; e si fanno ricomparire bagnando nell'acqua la carta, la quale in questo caso vuol essere forte e ben collata.

Far diventar nero un inchiostro invisibile. - SCrivi sulla carta con una soluzione di solfato verde di ferro; allorchè lo scritto sarà secco, le lettere non saranno visibili, ma passandovi sopra un pennello od una spugna inzuppata nella tintura di galla, lo scritto diventerà nero all'istante.

Render visibile uno scritto invisibile coll'esporlo alla luce. - Scrivi con una soluzione di nitrato d'argento, sufficientemente diluita, a fine di non intaccare la carta: i caratteri quando saranno asciutti rimarranno perfettamente invisibili, finchè sieno difesi in qualche modo dalla luce, o che la carta sia tenuta strettamente ripiegata su sè stessa; ma se verrà esposta ai raggi del sole, o semplicemente alla luce del giorno, lo scritto acquisterà presto un color bruno, e finalmente diverrà nero.

Far comparire in caratteri d'argento una scrittura invisibile. - Scrivi su di una carta con una soluzione diluita di super-acetato di piombo, lo scritto ne sarà perfettamente invisibile. Per rendere leggibili i caratteri non hai a far altro che tener la carta, intanto che la scrittura è tuttavia fresca, sopra una scodella, in cui sia dell'acqua impregnata di gas idrogeno solforato: la scrittura assumerà allora un colore brillante metallico riflettente quelli dell'iride.

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Messaggio da Giverny71 » sabato 8 febbraio 2014, 19:30

E' meglio che non leggo, questo tipo di post..
Mi viene una voglia matta di provare.
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Messaggio da Irishtales » domenica 9 febbraio 2014, 11:33

Filippo, sei una fonte continua di interessanti sorprese! Con questo strepitoso intervento riaccendi la foga si sperimentare, di provare, di alambiccare...
"Scrittura e pittura sono le due estremità della stessa arte e la loro realizzazione è identica" - Aforisma di Shitao
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Messaggio da Giverny71 » domenica 9 febbraio 2014, 12:15

Ho appena preso una bustina di zafferano dalla cucina, e sto provando a fare l'inchiostro arancione. Adoro fare queste cose. :mrgreen: Il prossimo, sara' il nero fumo..
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Messaggio da Resvis71 » domenica 9 febbraio 2014, 13:21

Grazie Filippo! :)
Prossimamente mi cimenterò con il Nerofumo ;)
Al Pen Show di Milano...se vedrete l'uomo nero...non spaventatevi :lol:
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Messaggio da eriel89 » lunedì 10 febbraio 2014, 16:52

Sto acquistando un po' di ingredienti per sperimentare qualcosina. In effetti ho notato che dopo diverse sperimentazioni con le ricette di Palatino e Carpi non si è più fatto nulla, se qualcuno conosce altre ricette di inchiostri ferrogallici o colorati resistenti nel tempo sarei molto interessato a farli e provarli :D
Resvis71 ha scritto:Grazie Filippo! :)
Prossimamente mi cimenterò con il Nerofumo ;)
Al Pen Show di Milano...se vedrete l'uomo nero...non spaventatevi :lol:
Facci vedere il risultato anche su carta!!! :mrgreen:
"Uno scienziato nel suo laboratorio non è soltanto un tecnico, è anche un fanciullo posto di fronte a fenomeni naturali che lo impressionano come un racconto di fate." Marie Curie

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Messaggio da Irishtales » lunedì 10 febbraio 2014, 19:01

Di colorati ho sperimentato - oltre ai due neri ferrogallici su citati - il rosato De Mayerne.
E' una favola sia per la scrittura che per il disegno.
Ora mi piacerebbe sperimentare un blu-azzurro o un verde, o un rosso.
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Messaggio da Resvis71 » martedì 11 febbraio 2014, 0:43

Filippo, prima di farvi vedere i risultati ne dovrò fare di disastri :lol:
Tempo al tempo ;)
Massimiliano

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