Marino ha rifatto Delta (?)

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Polemarco
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Messaggio da Polemarco »

fufluns ha scritto: mercoledì 22 giugno 2022, 14:37 Non commento su questa penna, sulla quale non ho un’opinione chiara, a parte l’uso di una celluloide veramente bella.

Dico però che è un peccato che le aziende italiane che non sono riuscite a rimanere a galla, invece di essere rilevate da qualcuno che intendeva in qualche modo proseguire, siano state smembrate.

È successo a OMAS: i materiali da una parte, i macchinari da un’altra e la marca da un’altra ancora, con il risultato che non potremo più avere una OMAS, magari una Paragon, nelle sue classiche livree Arco, Blue Royale, Grigioperla…

E ora è successo a Delta. La marca in mano a Marino e la sua linea più riconoscibile e intrinsecamente propria, la DolceVita, registrata nelle mani di Leonardo. Addio alla possibilità di avere ancora una Delta DolceVita, magari migliorata. Peccato.
Hai ragione amico di penna ! Ma quando le cose vanno male si verifica quello che si definisce “spezzatino”: un pezzo la’ e un pezzo qua.
Ma non sempre è un male: una colonna, una bifora, un frontone. Il Romanico !
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Marino ha rifatto Delta (?)

Messaggio da Bons »

O le reliquie di un santo: una tibia qui, un teschio là... 🦴 💀
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Messaggio da Polemarco »

Bons ha scritto: mercoledì 22 giugno 2022, 14:54 O le reliquie di un santo: una tibia qui, un teschio là... 🦴 💀
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Messaggio da ASTROLUX »

fufluns ha scritto: mercoledì 22 giugno 2022, 14:37

... La marca in mano a Marino e la sua linea più riconoscibile e intrinsecamente propria, la DolceVita, registrata nelle mani di Leonardo. Addio alla possibilità di avere ancora una Delta DolceVita, magari migliorata. Peccato.
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Messaggio da Polemarco »

ASTROLUX ha scritto: mercoledì 22 giugno 2022, 15:24
fufluns ha scritto: mercoledì 22 giugno 2022, 14:37

... La marca in mano a Marino e la sua linea più riconoscibile e intrinsecamente propria, la DolceVita, registrata nelle mani di Leonardo. Addio alla possibilità di avere ancora una Delta DolceVita, magari migliorata. Peccato.
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Messaggio da Linos »

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Messaggio da sansenri »

Riguardo la penna in se, lasciando stare la bellissima celluloide che è quella usata per la Caruso, io noto un po’ di “difetti” (parere personale ovviamente) che se anche costasse un quarto me la farebbero scartare (e questi difetti li ho notati anche su alcune Maiora, oltre il prezzo eccessivo). La sezione concava in generale è una forma che apprezzo, ma non seguita da un gradino e una filettatura metallica! È roba da montagne russe per le dita! La forma del fusto in se non è malvagia, un po’ Etruria simile. Il pesetto in coda mi pare un gimmick un po’ inutile, e quel cappuccio alla Ducale non è che sia poi del tutto brutto ma mi pare ci azzecchi poco con il resto della penna…
L’oro decorativo è forse in eccesso.
In sostanza la scarterei comunque come ho scartato la Maiora Impronte.
Se assomigliasse alla Mitho o alla Alpha k, sarei costretto a scartarla solo per il prezzo!
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Messaggio da fufluns »

Polemarco ha scritto: mercoledì 22 giugno 2022, 15:36
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Messaggio da novainvicta »

Monet63 ha scritto: martedì 21 giugno 2022, 11:44 .... celluloide..........quelle attuali non mi fido: è un attimo a trovarsi con oltre mille euro sbriciolati, e magari il marchio nel frattempo non esiste già più. Lo so, ho detto una cosa brutta, ma è già successo qualcosa del genere e al momento non riesco a fidarmi.
:wave:
Questa parte di riflessione mi sento di condividere pienamente. Purtroppo questo è un dubbio che mi assilla ogni volta che guardo con interesse un prodotto attuale con tale materiale: non riesco a dimenticare l'autodistruzione di un paio di bellissime Visconti Voyager blu, e non solo, prodotte nell'ultimo decennio del secolo scorso. In merito mi sono sempre chiesto come hanno fatto penne in celluloide costruite oltre ottanta anni fa ad arrivare pressochè integre ai nostri giorni.
„Il Buddha, il Divino, dimora nel circuito di un calcolatore o negli ingranaggi del cambio di una moto con lo stesso agio che in cima a una montagna o nei petali di un fiore.“

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Messaggio da Monet63 »

Io sono davvero una capra sull'argomento, ma devo aver letto che ha un suo peso la stagionatura, o il tipo di celluloide, o qualcosa del genere.
In ogni caso, se il problema si presenta - ad esempio - con una Visconti, il problema non si pone. Se si presenta con una penna il cui produttore non esiste più...
Questo è il motivo principale per cui io, se devo spendere molto denaro per una penna, mi rivolgo a case che hanno una storia ininterrotta. Evito di superare un certo prezzo, invece, se quel particolare fabbricante ha una storia travagliata o incostante. Qui si parla di 1200 euro per un marchio che a un certo punto non è esistito più, e che ora esiste nuovamente grazie a uno dei proprietari del vecchio marchio; proprietari che all'epoca si divisero, continuando però a fare ciò che facevano prima (ovvero penne); con tutto ciò che per me ne consegue circa la fiducia su cifre importanti.
In quanto alla celluloide come materiale, non sono un estimatore. Ieri era una necessità; oggi trovo che sia un espediente per impreziosire e alzare artificiosamente il prezzo di una penna.
:wave:
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Messaggio da alfredop »

Concordo molto con gli ultimi due interventi, allo stato evito di spendere cifre importanti su penne in celluloide e le prendo solo quando le reputo dei buoni affari. Le penne in celluloide sono sicuramente belle ed affascinanti, ma la resina (eventualmente preziosa :D) attuale mi da più garanzie.

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Messaggio da Monet63 »

alfredop ha scritto: giovedì 23 giugno 2022, 12:41 la resina (eventualmente preziosa :D) attuale mi da più garanzie.
Io tra l'altro vedo in giro resine bellissime.
:wave:
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Messaggio da Esme »

Monet63 ha scritto: giovedì 23 giugno 2022, 12:13 ma devo aver letto che ha un suo peso la stagionatura, o il tipo di celluloide, o qualcosa genere.
Entrambe, ma anche il processo produttivo iniziale, le lavorazioni, l'uso e la conservazione... tanta roba!
Gli additivi coloranti sono quelli che probabilmente influiscono di più, infatti storicamente alcuni colori sono noti per la loro stabilità, altri invece è difficile trovarli integri.

Immagino che scrivendo "rara celluloide" intendano dire che non si tratta di acetato di cellulosa, ma di barre vintage di nitrato di cellulosa.
Quindi decisamente stagionate.
Però, e purtroppo, come già ampiamente sperimentato questo non garantisce in alcun modo la stabilità della penna.

Fosse fatta in acetato sarebbe quindi meglio, al di là del "rara".
"È tutta colpa di Esme" [Bons]

"Sarò più entusiasta di incoraggiare il pensiero fuori dagli schemi quando ci saranno prove di un pensiero all'interno di essi." [sir Terry Pratchett]
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Messaggio da sansenri »

Per certo la celluloide usata su questa penna è nitrato di cellulosa. È stata usata su altre penne.
La sensazione tattile tra nitrato e acetato di cellulosa è parecchio diversa, più setoso il nitrato, più plasticoso l’acetato. Le mescolanze di colori che si ottengono con l’acetato non sono confrontabili con l’incredibile profondità del nitrato.
Detto ciò da possessore di alcune penne in celluloide e dopo un paio di dolorose esperienze anch’io oggi come oggi valuto con seria cautela la opportunità di acquistarne altre, soprattutto le moderne…
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Messaggio da francoiacc »

Delta non è stata comprata da Marino, ma da un imprenditore che opera nel campo della pelletteria di lusso (se non erro) e che non ne sa nulla di penne. Nino Marino lavora per lui.
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